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LAKSHMI AL QUADRATO

LAKSHMI AL QUADRATO, dipinto a olio di Lidia Croce.

LAKSHMI AL QUADRATO, dipinto a olio di Lidia Croce.

Il dipinto dedicato all’auspicata rinascita di Taranto dall’artista figurativa Lidia Croce – originaria canosina che vive a Siena -, trova un nome per la speranza. Questo nome della speranza per Taranto è un nome Indù, Lakshmi, la divina madre di tutta la creazione, nome battesimale di Arcelor Mittal, l’industriale che ha la mission di convertire l’ILVA da fabbrica della morte a dispensatrice di buona economia. La sacralità del nome imposto è auspicio che egli sia per Taranto un operatore del bene, che spesso coincide semplicemente con il benessere non negato alle persone viventi nel raggio della nostra azione. Nel ritratto che raffigura il grande industriale, alla base ci sono le nere ciminiere torreggianti, simili a funesti camini, che narrano della Taranto “lacrime e sangue” che finora ha ospitato la nefasta fabbrica della morte firmata ILVA. Molti sono i bambini perduti fino ad oggi. Freddi sono i numeri che descrivono il Grand Macabre di Taranto: + 54 per cento di incidenza di tumori in età da 0 a 14 anni, + 21 per cento di mortalità infantile oltre la media regionale, + 20 per cento eccesso di mortalità nel primo anno di vita. Breughel stesso avrebbe tremato di fronte al freddo grafico di queste morti. I fumi delle ciminiere, nel dipinto, sono già trasformati dal nuovo piano ambientale chiamato nuovo green deal dalla presenza in alto della divina dispensatrice di ogni bene, la materna Lakshmi. La speranza non deve morire. Maria Mattea Maggiano