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Adamo ed Eva – Bronzo


Adamo ED EVA,,, DIPINTO, OLIO SU TELAm 1,40 per 1,40,,,,,,, palazzo DELLA TORRE, PESCHICI,
È stato esposto già nella cattedrale di FOGGIA E IN QUELLA DI SAN NICANDRO GARGANICO.
Privo di connotazioni di sorta, per cui di solito viene celebrato,, non è un re, non un navigatore, nemmeno un poeta, ma un essere umano che è preposto alla propagazione della vita, Un Binomio maschio_femmina, fino ad ora ineguagliabile, nonostante ruberie e imitazioni varie, Bi nomio che ricompone la sintesi ri diventando Monomio, proprio nel momento della creazione, In questo dipinto è evidenziato il momento dell,, in contro della fusione fisica che corrisponde esattament al significato, realistico, oltre che spirituale dell, Amore come motore della vita, della immortalità biologica perpetua tesi, nessun Artista ha raffigurato l, Amore in questa prospettiva cosi tecnica ma nello stesso tempo così poetica e spirituale che i castissimi nudi ci inseg nano a rispettare sllevandoci a grandi altezze, di dignità quasi divina, io penso e AFFERMO.
LIDIA CROCE

Critica di Pier giacomo petrioli (critico d’arte)

L’arte e il pensiero cristiani hanno trovato nei xii congresso eucaristico, svoltosi a Siena, un momento di particolare e felice connubio; e certo tra le molte e variegate opportunita’ offerte nella citta0 toscana in tale periodo, una di quelle piu’ intellettualmente ed esteticamente stimolanti è l’esposizione nella chiesa di Santa Maria dei Servi della scultura “Monumento All’amore”(“Adamo ed Eva”) di Lidia Croce. La Croce è una artista gia’ assai affermata nel campo della plastica: sia sufficiente qui mentovare il “Crocifisso risorto”, grandiosa pala d’altare in coccio nella chiesa pugliese di Gesu’ liberatore a Canosa, e a Siena la “Maternita’” e il San Giovanni Battista” in Santa Maria a Provenzano, o infine il bassorilievo di “Sant0Isidoro”, ancora in fieri, per il campanile dell’omonima parrocchia a Taverne d’Arbia. Il “monumento all’Amore”, presentato in occasione dell’anno dedicato al tema della famigia, ha offerto valido appicco e spunto all’omelia del cardinale di Palermo, sua eccellenza Monsignor Pappalardo, ribadendo l’utilita’ e la validita’ didattica dell’arte. L’opera bronzea ha una concezione estremamente forte: è l’intersecarsi di due parabole-figure in un centro, cuore unico che diviene punto focale, perno dei due corpi, nucleo igneo del prezioso vasello d’amore. Parabole dunque, non cerchi, che’ il circolo è ouroboros, perfetta e conchiusa manifestazione, linea compiuta e statica, mentre la conica tangente alla retta esprime dinamis ed energheia, tensione infinita ed epistasi continua all’alto empireo. Questo desiderium ed empito al Divino è sottolineato dai nervosi solchi dinamici che segnano le masse, resi ancor piu’ evidenti dallo stacco cromatico tra il bronzo lucente e jon brunito della superficiee il verde ramato dell’ossido all’interno di questi veri rivoli d’energia che percorrono come fremiti i due corpi congiunti dall’anatomia stilizzata. Ed infatti il lavoro della scultrice ricorda un poco certe immagini mistiche, anche se rimane sempre un0opera d’arte contemporanea originale che puo’ casomai richiamare, nella sua visione rigorosamente geometrica, alcuni lavori di Pevsner, priva comunque dell’algida razionalita’ essenziale, fredda e distaccata del maestro russo, ed ancora per stile certi prototipi deco’, senza tuttavia arroccarsi in una stasi estetica di autocompiacimento formale: anzi la scultura della Croce possiede una passionalita’ prettamente spontanea e mediterranea che la distacca dai prodotti di snobistico intellettualismo di una corrente dell’arte coeva. L’istintivita’ non prescinde comunque da una tecnica sapiente e da un cursus poetico alquanto meditato. Il bronzo dell’altezza di un metro forse perde un poco della sua capacita’ di suggestione nel relativo piccolo formato; se avra’ la fortuna di trovare un mecenate illuminato(viene da proporre una banca) esso potra’ trasformarsi, secondo gli intenti della Croce, in una scultura di piu’ grandi dimensioni, da plasmare in terracotta, con un basamento intoriato a bassorilievo raffigurante demoni vegetali ed animali.

Pier Giacomo Petrioli
Storico dell’arte

Articolo di Susanna Bruni sul CAMPO di SIENA
critica di Enzo Carli

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