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San Giovanni

UN NUOVO SAN GIOVANNI

La moderna chiesa del Corpus Domini in San Miniato alle Scotte, Siena, che già ospita alcuni interessanti lavori d’arte contemporanea, si arricchisce di un’altra opera: un fonte battesimale fittile, eseguito dall’artista Lydia Croce. La statua rappresenta una grande figura di san Giovanni Battista a braccia alzate, in atto di mistica possessione, il quale lancia le anime battezzate, rappresentate quali bambini-genietti, verso il cielo, recandole dal piccolo fonte in basso. Dietro al santo anacoreta si ripiega, sconfitta, una piccola Salomè. Un’intensa forza interiore traspare da questa scultura, nella quale l’immagine, oltre la piacevolezza estetica, sottintende un solido significato simbolico, caratteristica questa tipica e tra le più interessanti dell’arte di Lydia Croce. L’opera sprigiona un’energia latente e trascinante, che, impetuosa ed irruenta, pervade la sostanza bruta, plasma la creta, quale oscura hyle, terra informe ed immota, in sinuosi rivoli di pura vitalità. Un flusso veemente d’acqua, elemento principe e primevo della vita, nonché strumento di salvazione e simbolo di purezza, avvolge col suo moto perpetuo, divino e demiurgico, la materia, donandogli spirito e creando la foggia rinnovata e redenta dal primo peccato. In effetti, l’opera dell’artista si pone quale vero ed efficace inno alla vita. Nel fluire turbinoso delle onde di plastica possanza scorre una potente energheia; si manifesta il panta rei eracliteo. E’ in essa l’Amore dantesco che libera dal peccato (la Salomè, ritratta sul verso della scultura) ed innalza e beatifica. L’acqua si anima, si compone e si frantuma in continui rivoli incessanti che, con vorticoso moto perpetuo, discendono nella polla battesimale e risalgono, purificanti, al cielo, trascinando con se le animule dei battezzati in una lustrale danza estatica. Tra questi due moti, contrapposti e concordi si pone, centrale, la virile figura del San Giovanni, il quale diviene vero medium tra il cielo e la terra, intenso strumento salvifico. Quasi demiurgo, il santo si staglia, con la terribilità e l’imponenza di un vero kouros cristiano.

Uno degli aspetti più interessanti del San Giovanni è costituito dall’elemento cromatico. Si tratta un colore raffinato ed ammaliante, dove alla fascinazione estetica si unisce una sottile pregnanza simbolica. Sotto al blu intenso e cupo (fingente il bronzo, ma che rimanda pure all’azzurro profondo di gelidi oceani) traspare l’igneo rosso della terracotta. Colori freddi e caldi si frammischiano in un armonico vortice di linee. L’elemento vitale dell’acqua e l’altrettanto vitale elemento del fuoco gioiosamente si uniscono nella purgazione dell’anima, la quale, finalmente libera, ascende al paradiso attraverso le braccia “robustose e forti” del Santo.

PIERGIACOMO PETRIOLI